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    Sacrificio di Isacco

    Tela, Sacrificio di Isacco, Ignoto

    Oggetto: Tela
    Autore: Ignoto
    Soggetto: Sacrificio di Isacco
    Data:
    Collezione: Collezione Cristoforo Centurione
    Descrizione iconografica: “[…] il sacrificio d’Abramo, e l’angelo in atto di [divertirlo] […]”
    Misure: H: 124 cm ca., L: 161 cm ca.
    Ubicazione d’epoca: Genova, Palazzo Andrea Pitto, Piazza Fossatello 3
    Ubicazione attuale:
    Fonti a stampa:
    Fonte manoscritta:
    – Inventario dei beni mobili del Palazzo di Battista Centurione, Via del Campo 1, in ASGE, Notai antichi, Notaio Gerolamo Pietro Maria Torricella, 1692-1709, f.5. n. 8638.
    – Inventario dei beni mobili del palazzo di Battista Centurione, Via del Campo 1, in ASGE, Notai giudiziari 2749 Cesare Baldi, fasc. 388 c. 80v
    Annotazioni:
    È segnalata, nell’inventario del Notaio Torricella, un’opera rappresentante il Sacrificio di Abramo, ma non corrispondono le misure: “Altro di cornice simile rapresentante Abramo sacrificante il suo figlio, alto 8, largo 6”

    Bibliografia:
    M. Migliorini, “Collezioni, arredi e spazi abitativi a Genova nel primo Settecento: documenti di archivio su palazzo Centurione” in “Arte Lombarda. Le residenze della nobiltà e dei ceti emergenti: il sistema dei palazzi e delle ville”, Milano, La Terza, 2005, pag. 31-34.

    Tela, Il Sacrificio di Isacco, Orazio Gentileschi

    Oggetto: Tela
    Autore: Orazio Gentileschi
    Soggetto: Il Sacrificio di Isacco
    Data: 1620 ca.
    Collezione: Collezione Gentile
    Descrizione iconografica:
    Misure: H: 197 cm, L: 148 cm
    Ubicazione d’epoca: Genova, Palazzo Emanuele Filiberto Di Negro, Via al Ponte Reale 2
    Ubicazione attuale: Genova, Galleria Nazionale di Palazzo Spinola
    Fonti a stampa:
    - Ratti 1780, pag. 122
    - Alizeri 1846 Vol. II, pag. 432
    - Alizeri 1875, pag. 187-188
    Fonte manoscritta:
    - Inventario 2 dicembre 1811, Genova, Archivio Durazzo Giustiniani, Archivi Pallavicini, Carte Gentile, busta 1.
    Annotazioni:
    - Per questioni ereditarie, nel 1811, la tela viene venduta, con un blocco di altre opere in collezione Gentile, ad Agostino Adorno.
    - Inventario 2 dicembre 1811, Santino Tagliafichi lo definisce, genericamente, di scuola veneta.
    Bibliografia:
    - P. Boccardo (a cura di), “L’età di Rubens. Dimore, committenti e collezionisti genovesi.”, Milano, Skira, 2005, pag. 379.
    - Ibidem, pag. 384.
    - J.W. Mann e K.Christiansen, (a cura di), “Orazio e Artemisia Gentileschi”, Milano, Skira, 2001, pag. 166-167.
    - M. G. Bernardini, S. Danesi Squarzina, C. M. Strinati (a cura di), “Studi di storia dell’arte in onore di Denis Mahon”, Milano, Electa, 2000, pag. 205-213.
    - E.Gavazza e G. Rotondi Terminiello (a cura di), “Genova nell’età Barocca”, Milano, Nuova Alfa Editoriale, 1992, pag. 195-196.
    - R. Contini, G. Papi (a cura di), “Artemisia Gentileschi”, Roma, Leonardo De Luca, 1991, pag. 160.