Chiesa di San Siro

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Categoria

Edificio di Culto

Denominazione:

Chiesa Cattolica Parrocchiale di San Siro

Denominazione originale:

Basilica dei Dodici Apostoli

Ubicazione

Circoscrizione: Centro

Indirizzo via San Siro, 3 – 16122 Genova

telefono: 010 24 61 674

Notizie storiche

Secolo

IV secolo, ricostruita nel XVII.

Frazione di secolo

fine IV secolo – inizio V

Attività (uso attuale)

edificio di culto, visitabile tutti i giorni dal lunedì alla domenica

Uso storico

Edificio di culto

Annotazioni/Descrizione

È definita dall’Alizeri chiesa antichissima e meravigliosa. La chiesa fu edificata nel IV secolo o all'inizio del V sec. d.C, come prima cattedrale genovese, ed era intitolata inizialmente Basilica Duodecim Apostolorum; fu sede dei Vescovi di Genova. Sotto il coro furono trovate delle urne funerarie, che non recando alcun simbolo tipico della cristianità, sono state trasferite in sepolcri pagani. Tuttavia non è certo che il luogo fosse utilizzato per il culto pagano prima di essere consacrato al rito cristiano. Durante una successiva fase di lavori, nel 1288, furono trovati i sepolcri di San Siro e Felice Vescovi. Nel 952 il Vescovo Teodolfo conferma al clero della Chiesa di San Siro la proprietà su tutti i territori che possedeva precedentemente; nel corso del IX secolo la chiesa venne inurbata, seguendo il processo di urbanizzazione del suburbium. La chiesa di San Siro fu sede episcopale fino al 985, quando fu sostituita dalla chiesa di San Lorenzo che essendo entro le mura era più protetta dalla incursioni dei Saraceni. Una volta passata sotto la guida dei Padri Benedettini divenne Abbazia. Intorno al 1478, con Innocenzo III, iniziò una fase di decadenza, provocata dalle lotte civili; i Benedettini furono allontanati e vi giunsero i Teatini nel 1575. Grazie all’intervento e al sostegno economico di privati cittadini, si cominciarono i lavori di restauro e ristrutturazione della chiesa tra la fine del XVI e l'inizio del XVII secolo. Oggi l’ingresso è posto a lato, mente in origine si accedeva dalla porta principale.

Struttura architettonica

La struttura architettonica è tipica delle basiliche a tre navate, con colonne binate, e cappelle ai lati.

Esterni

I monaci Benedetti la ristrutturarono nello stile romanico in uso all'epoca: a tre navate, con atrio e cupola e con lo stesso orientamento attuale. A causa del crollo, nel 1580 dell'ala meridionale della chiesa, si impose una nuova integrale ricostruzione di tutto l'edificio aggiungendo il chiostro, il convento, i giardini,  poi in parte ridotti nel XVIII secolo con la costruzione di  "via Nuovissima", attuale via Cairoli. Venne mantenuto solo il campanile romanico originale, abbattuto nel 1904 perché pericolante. La facciata è stata ricostruita nel 1821 in forma neoclassica, opera di Carlo Barabino. Opere coeve in stucco di Nicolò Traverso la Fede a sinistra, due bassorilievi (Miracolo di S. Siro, Cacciata del Basilisco) e i quattro Angeli. A destra troviamo la Speranza di Bartolomeo Carrea, mentre il terzo bassorilievo, Transito di San Siro è di Davide Parodi. In alto, sopra il timpano che sovrasta il portale vi è una statua in marmo di San Siro benedicente del XVII secolo.

Interno

Il corredo artistico - specie quello pittorico - custodito dal Gesù è uno fra i più importanti delle chiese genovesi; eccolo, diviso per comodità in settori e cappelle.

  • Navata centrale: Affreschi di Giambattista Carlone e Carlo Brozzi. Nel tondo: La cattura di Cristo e le Tre Virtù Teologali. Le tre Medaglie (Invocazione di San Pietro, Martirio, Caduta di Simon Mago) alludono alla prima intitolazione della Chiesa ai dodici apostoli, opera di G. B. Carlone.
  • Presbiterio e coro: Nel catino San Siro che tira fuori dal pozzo il basilisco di G.B. Carlone. Sopra all’altare maggiore, in un quadrato: San Siro portato in cielo da angeli e santi, sempre ad opera di G.B. Carlone. Fra gli ornamenti realizzati dal Brozzi ci sono varie figure, da notare gli angeli che sorreggono gli scudi di cui uno è lo stemma Pallavicini (promotori delle opere di restauro). L’altare maggiore, in marmo nero e bronzo, è opera dello scultore Puget. Realizzato tra il 1669 e il 1670, è stato pensato come oggetto isolato, che può essere aggirato dai e visibile dai quattro lati. La sua collocazione comportò probabilmente l’abbattimento del muro della clausura.
  • Cupola: Il Paradiso, dipinto da Carlone, si rovinò e fu restaurato nel 1760 circa da Gio. Battista Chiappe.
  • Volta: Nel punto in cui la navata si allarga a crociera, in due medaglie laterali sono rappresentati l’Imperatore Eraclio che sale al calvario con la croce e Costantino il Grande che prevede la vittoria. Secondo l’Alizeri, anche queste figure sarebbero state restaurate dal Chiappe, mentre Giuseppe Passano ha rifatto i putti rovinati dal tempo.
  • Sacrestia: È molto grande e ospita opere che provengono dalla Chiesa dei PP. Teatini in Sampierdarena e dall’oratorio di Santa Maria.

Dall’oratorio:

- Annunciazione, di Domenico Piola.

- Parto e Presentazione della Vergine, di Giacomo Antonio.

- Sant’Andrea Avellini, di Giuseppe Canotto.

- Sant’Anna e San Gioachino, di Giuseppe Galeotti.

Di origine sconosciuta:

- La Salita al Calvario, di Bernardo Castello.

- Sant’Anna in contemplazione di Gesù, forse opera del De Ferrari.

Dalla chiesa in Sampierdarena, quattro tavole sulla parete di sinistra:

- Martirio di Giovanni Battista e SS. Gaetano e Sant’Andrea Avellini, di Domenico Piola.

- San Francesco e Il Riposo nella fuga d’Egitto, su commissione della Famiglia Centurione.

  • Fonte Battesimale

Si colloca tra la prima e la seconda cappella, risalente al 1445 e proveniente dalla San Siro benedettina.

Capelle

Furono realizzati nel 1641 da Rocco pennone, con il sostegno economico da Agostino Pallavicino, rappresentato nella statua sopra l’ingresso di cui non è noto l’autore; probabilmente si tratta di seguaci del Carloni o di artisti provenienti da ambito lombardo.

Navata Sinistra

  • I Cappella: Annunciazione di Maria: Disegno di Daniello Casella, allievo di Taddeo Carlone.

Tavola d’altare: Annunciazione, di Orazio Gentileschi da Pisa. Ai lati: SS. Pietro e Paolo Sulla volta: tre misteri della Vergine, di Giovan Luca e Gerolamo Celle.

  • II Cappella: San Gaetano di Tiene La capella era di giuspatronato dei Lomellini, che la ultimarono nel 1673. Marmi neri di Como sulle pareti, bronzi dorati sulle colonne e sull’altare. Nella nicchia: immagine del Santo. Volta della cappella (da sin.): San Gaetano in preghiera, Apparizione di Cristo Santo, Il Santo aiuta Cristo a portare la croce: tre tele di Domenico Piola, come l’affresco della volta con la Gloria di San Gaetano.
  • III Cappella: Sant’Andrea Avelllini Il Santo assalito dai demoni e Transito del Santo di Orazio De Ferrari, alle pareti. Nella piccola volta, tre tele (sec. XVIII), pure con Storie del Santo. La volta della navatella: Gloria di Sant’Andrea Avellino di Gregorio De Ferrari.

Sull’altare, Transito di Sant’Andrea Avelllini di Domenico Fiasella.

  • IV Cappella: Madonna della Guardia, già Nostra Signora delle Grazie. (giuspatronato della famiglia Spinola, 1610-1639).L’altare attribuito a Tommaso Carlone. Sui lati, due quadri: la Nascita di Maria di Aurelio Lomi e la Decollazione di San Giovanni Battista di Carlo Bonone da Ferrara.

Sulla volta, Annunciazione, Incoronazione della Vergine, Visitazione (scuola di G.B. Carlone). Sulla volta esterna: Santa Rosa in adorazione di Maria, di Gio. Battista Carlone e altri.

  • V Cappella: Sacro Cuore (giuspatronato della famiglia Centurione, 1640-1642) L’Alizeri attesta che la cappella era intitolata a San Niccolò di Bari e presentava Cristo e Maria impongono il palio al Santo Vescovo, probabilmente opera del Sarzana.

Sull’altare, in marmi policromi scolpiti ed intarsiati, la recente tela col Sacro Cuore dei fratelli Rossi (sec. XX). Lunette: Miracolo di San Nicola e San Nicola distribuisce elemosine, attribuite a G.B. Carlone.

  • VI Cappella: Sant’Antonio (giuspatronato della famiglia Pinelli, 1588 progetto architettonico)Sull’altare, in marmi e pietre dure scolpiti ed intarsiati, è collocato un Crocefisso ligneo. L’Alizeri attesta che la cappella era intitolata al Santissimo Crocefisso.

Taddeo Carlone fu architetto della Cappella e scultore delle statue. Successivamente fu introdotta l’immagine di Sant’Antonio che risana la gamba, opera del Lomi, a sostituzione della Crocifissione, del Lomi, che venne portata in sacrestia e che era collegata tematicamente con le altre due opere, di Gio. Domenico Cappellino, che rappresentano Cristo flagellato e Cristo incoronato di spine e si trovano ai lati. Nelle nicchie (da sin.) statue raffiguranti San Gregorio, San Giovanni Battista, San Francesco da Paola, San Carlo Borromeo, attribuite a Taddeo Carlone e opere di bottega.

  • VIII Cappella: Natività di Gesù Cristo (giuspatronato della Famiglia Lomellini dal 1598)

Finanziata da Giacomo Lomellini, presenta putti di Giuseppe Carlone. All’altare la Natività di Gesù di Cristoforo Roncalli, il Pomarancio (1552-1626). Cupoletta: dipinti di Angeli di scuola genovese del XVII secolo.

  • IX Cappella: Santa Caterina da Siena (giuspatronato dal 1598 di Barnaba Centurione)

Volta esterna: La Santa con Gesù, di G. B. Carlone. Tre lunette interne rappresentano tre episodi della vita di Maria. Tavola d’altare: Nozze mistiche di Santa Caterina attribuito ai fratelli Semino Quadri laterali: SS. Battista e Gerolamo attribuiti ai fratelli Semino. La volta adiacente della navatella: Comunione di Santa Caterina da Siena di G.B. Carlone.

  • X Cappella: San Giovanni in Bosco, già di San Matteo.(giuspatronato della famiglia Gentile dal 1599-1603)

La recente statua di San Giovanni Bosco ha sostituito il Martirio di San Matteo, stravolgendo il ciclo delle Storie del Santo. Volta interna: tre lunette con episodi della vita del santo, opera del cav. Ventura Salimbene. Da sin.: Miracolo, Scrittura del Vangelo, Predicazione (affreschi del senese V. Salimbeni, volta piccola); Vocazione e Miracolo (dei fratelli Montanari, alle pareti); Predicazione (di G. B. Carlone, volta della navatella).

  • XI Cappella: San Pio X, già della Pietà.(giuspatronato di Lorenzo Invrea dal 1600) All’altare San Pio X e i fanciulli di F. Torsegno (1958). Della bottega dei Carlone i Profeti nelle nicchie laterali; attribuiti a Bernardo Castello (Ratti) gli affreschi della volta soprastante: Il serpente di bronzo, Dio Padre benedicente, Giona rigettato sul lido, Teste di Cherubini.
  • XII Cappella: di San Matteo, già della Disputa coi Dottori.(giuspatronato di Gian Giacomo Imperiale dal 1599)All’altare, molto danneggiata dall’ultima guerra, è stato collocato il Martirio di San Matteo di Agostino e Gio Battista Montanari, prelevata dalla cappella di San Giovanni Bosco.

Note

Nella chiesa di San Siro il 23 giugno 1805 fu battezzato Giuseppe Mazzini.

All’incrocio di via San Siro con via di Fossatello, si troverebbe il pozzo in cui il basilisco, (contro cui lottò San Siro Vescovo nel IV secolo) si sarebbe annidato ed è indicato da una piccola lapide attribuibile al XIV secolo, che reca la data “anno DLXXX”.


Bibliografia

AA.VV. Chiese di Genova, vol. 6, SAGEP, Genova 1986, pp. 59-71.

Federico Alizeri, Guida artistica per la città di Genova, vol I, Genova, presso Gio Grondana Q. Giuseppe, 1846 (Ristampa).

Riccardo Navone, Genova Centro Storico, F.lli Frilli Editori, 2006.

Lorenzo Pareto, Descrizione di Genova e del Genovesato, vol. III, Genova, Tipografia Ferrando, 1846.

Ennio Poleggi, Paolo Cevini, Genova, collana Le città nella storia d’Italia, ed. Laterza, 1981.

Luigi Tafuri (a cura di), Relazione Storico Artistica.

Sitografia

http://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Siro_%28Genova%29

http://www.irolli.it/chiesa_genova/15/chiesa-di-san-siro.html

http://www.vegiazena.it/leggende/sansiro/s-siro02.htm

http://www.diocesi.genova.it/documenti.php?idd=203&parrocchia=173

Compilazione

Nome compilatore Laura Zucca, Giorgia Previdoli

Data gennaio 2010

Nome revisore Antonie Wiedemann

Responsabile Maurizia Migliorini


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