Chiesa di Santa Caterina di Portoria e Museo

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Categoria (tipo): Edificio di Culto

Denominazione: Santa Caterina da Genova

Denominazione originale: SS. Annunziata di Portoria

Indice

Ubicazione

Circoscrizione: Centro Est (Portoria)

Indirizzo: viale 4 Novembre, 5 – 16121 – Genova

Notizie storiche

Secolo: XV sec.

Data di fondazione: 8 giugno 1488


Utilizzazioni

Attività (uso attuale): edificio di culto regolarmente aperto al pubblico

Uso storico: edificio di culto, strettamente legato al vicino ospedale di Pammatone

Annotazioni/Descrizione

La Chiesa e il Convento vennero ufficialmente fondati nel 1488 per opera dei Frati minori Osservanti, guidati dal Beato Angelo Carletti da Chivasso (fondatore del Monte di Pietà genovese). Sin da quest’anno la chiesa e il convento di Santa Caterina sono sempre stati strettamente legati al vicino ospedale di Pammatone, e non solo dal punto di vista spirituale; un passaggio, infatti, collegava tra loro questi due antichi edifici. Il 16 settembre 1510 vi si celebrarono i funerali di Santa Caterina Fieschi Adorno, a cui poi fu intitolata la chiesa-santuario. Nel 1593 fu eretto il sepolcro in marmo in cui è deposto il suo corpo incorrotto. Caterina Fieschi Adorno venne canonizzata nel 1737 da Papa Clemente XII e proclamata patrona degli ospedali italiani nel 1943 da Pio XII. Tra il 1885 e il 1894 l’edificio subì un generale restauro, a cui ne seguì un altro nel 1926.


Collocazione Urbanistica: La chiesa dell’Annunziata di Portoria, oggi più nota come Santa Caterina da Genova, si trova a margine del quartiere Piccapietra, a ridosso dell’odierno Palazzo di Giustizia, con accesso anche dalla spianata dell’Acquasola.


Esterno: Il doppio portale in marmo (1521) di sapore classico con capitelli a foglie d’acanto, lesene con testine di frati, è opera di Pier Antonio Piuma. L'Annunziata e le decorazioni in gesso sopra il frontone della chiesa sono di Andrea Casaregis (1780).


Interno: La chiesa ha tre navate con dieci cappelle, oltre all'altare maggiore ed è stata definita “il grande cantiere del Cinquecento genovese”, per via della rosa di artisti che lavorarono alla preziosa decorazione delle cappelle. Qui, infatti, sono conservate opere di G.B. Castello, detto il Bergamasco, Luca Cambiaso, Andrea e Ottavio Semino, Lazzaro e Pantaleo Calvi, oltre a pittori e scultori dal XVI al XX secolo, come Domenico Piola, Pietro Raimondi, Giuseppe Palmieri, Aurelio Lomi.

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Nella volta della navata centrale e' Santa Caterina rapita all'amplesso di Dio e contemplata da una schiera di Angeli e dai santi Francesco Sales, Luigi Gonzaga, Filippo Neri e dal Cardinale Federico Borromeo. Il dipinto è di Giuseppe Passano (1837) La prima cappella, entrando a destra, è dedicata a Santa Caterina, già De Franchi. L'altare è di reimpiego con quattro colonne di marmo nero di Como. All’ancona un capolavoro di Pietro Raimondi (sec. XVII), allievo del Piola, rappresenta la famosa Visione della Santa. Il quadro laterale con una Visione di Santa Caterina sul Purgatorio e' di Carlo Giuseppe Ratti (sec. XVIII). La seconda cappella è dedicata alla Madonna Assunta, già De Giudice-Calvi. Sull’altare c'è un'ancona con l’Assunzione della Vergine; sulla volta è rappresentata l'Incoronazione di Maria SS. mentre, lateralmente, sono raffigurati l'Annunciazione e il Natale, opera di Andrea Semino della scuola di Genova. La terza ospita il Mausoleo di Santa Caterina, già Rotolo-Pallavicino. Gli affreschi sono del Calvi e raffigurano sul voltino il Padre Eterno, mentre sui peducci ci sono Profeti ed Evangelisti. Alle pareti due tele anonime: Passaggio del Mar Rosso e Adorazione dei Re Magi. Il mausoleo che sorregge l’urna della Santa è opera di F.M. Schiaffino (1737-38). Le statue simboleggiano l’Amor Divino e la Fortezza, l’Ubbidienza e la Penitenza. L’urna di bronzo e cristallo è di G.B. Dellepiane (1738). Il tabernacolo e i candelabri a viticci sono di R. Pareto, 1860 (iscrizione a tergo del tabernacolo). Nella parete dell’abside sono conservati i resti della venerabile Battista Vernazza, figlia di Ettore, tenuta a battesimo da Caterina Fieschi. Dall’arco pendono lampade votive, offerte da devoti.

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La quarta cappella, detta della Natività di Nostro Signore, già Pinelli, è stata eretta nel 1567. La tavola con il Presepio è di Andrea Semino. Gli affreschi e i due quadri laterali, rappresentanti, uno l'Annuncio della nascita di Gesu' ai pastori; l'altro, il Sogno di San Giuseppe, sono opera di Raffaele Gandolfo di Oneglia, cosi' come gli stucchi (sec. XVI). La finestra era decorata da una piccola vetrata con lo Sposalizio della Vergine, opera di fra’ Pietro (secolo XVI) andata pero' distrutta nell’ultima guerra. La quinta cappella è dedicata alla Madonna Addolorata, già Cavanna, un tempo “Nostra Donna di Misericordia”. Nella nicchia c'è una statua, in cartapesta, di G. Graziani (1893), mentre alle pareti Cristo nell’orto, di L. Cambiaso, e una Pietà, di L. Calvi. Nei peducci tre Profeti e due Sibille (eritrea e cumana) di P. Calvi. Nel catino dell'Altar Maggiore, già patronato Grimaldi, c'è una medaglia con Cristo Giudice, circondato da angeli sorreggenti i simboli della Passione. Nei peducci i quattro Evangelisti, agli angoli altre due figure, dipinti di G.B. Castello, il Bergamasco. L’abside contiene una tela con l'Annunciazione, titolare della chiesa; alle pareti Chiamata degli eletti e Cacciata dei reprobi di L. Cambiaso. Le plastiche decorative sono di Antonio Casaregis (seco. XVIII). Sull’altare (1783) pregevole crocifisso ligneo attribuibile a G.B. Bissoni, il Veneziano, già della casaccia di Santa Maria di Castello. Sul pavimento, ad intarsio, è raffigurato il grande stemma Grimaldi. La sesta è dedicata a Sant’Antonio, già di San Felice da Cantalice, poi di San Camillo de Lellis, e ospita lateralmente due tele raffiguranti Sant’Antonio che predica ai pesci e Visione del Bambino di G. Palmieri. Alle pareti, invece: Visitazione con i Santi Agostino e Nicola da Tolentino di A. Lomi; San Camillo de Lellis di D. Parodi. Catino Affrescato da P. Calvi con Profeti e Sibille (libica e tiburtina o albunea). Contraltare di marmo con Sacra Famiglia, già nella distrutta Chiesa della Pace. La settima Cappella, già dedicata alla Pietà e ora battistero, dal 1898 permette il passaggio alla scala d’accesso all’Acquasola. Alle pareti ci sono pitture raffiguranti Santa Francesca Romana (scuola genovese), la Discesa dello Spirito Santo (Anonimo), Gesù confortato dall’Angelo, di G. Carlone. Le vele sono affrescate con Santi francescani ad opera di O. Multedo (sec. XIX). L'ottava cappella di Nostra Signora del Sacro Cuore, già Fabra e Costanzi, e dedicata alla Visitazione presenta una tela raffigurante Nostra Signora del Sacro Cuore, datata e firmata da M. Traverso, 1941. Ai lati ceramiche istoriate da A. Macario, 1935: Santa Caterina rettora dell’ospedale, La Santa che soccorre ammalati e poveri per le vie della città. Alle pareti e lungo la volta Storiette della Vergine di O. Ghissoni, 1606. La nona Cappella dei Re Magi, già Zoagli-Cicala, presenta, sull’altare, una tela con l’Adorazione dei Magi; ai lati due Figure bibliche con cartigli profetici; nel catino Padre Eterno tra angeli, opere di L. Cambiaso. Non si conosce, invece, l’autore degli stucchi. In collocazione provvisoria un gruppo marmoreo con la Madonna di Misericordia, di G.A. Ponzonelli, già all’omonimo altare dei Cavanna. La decima cappella e' quella di San Francesco, già Cambiaso. L'altare e' di reimpiego dalla Chiesa della Pace. Nell'ancona ci sono de affreschi del Piola, raffigurati la Sacra Famiglia e San Francesco, proveniente dalla distrutta chiesa di San Domenico. Alla parete Predica di Sant’Antonio al tiranno Ezzelino da Romano, di G. Palmieri.

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L'orchestra presenta un pregevole organo della ditta Bianchi di Novi Ligure, 1892; la balaustra e' opera di P. Speich e del figlio. Sulla volticella G.B. Buffa ha raffigurato nel 1893 una Visione di San Francesco e quattro piccoli ritratti di Capuccini, benemeriti dei restauri della chiesa: P. Pietro Repetto da Voltaggio, P. Luigi Questa da La Spezia, P. Fedele Fiscella da Nicosia; P. Evaristo Bianchi da Badalucco (nascosto dall’organo). Nella cupola del presbiterio e' raffigurata Santa Caerina in Gloria; i peducci presentano Figure simboliche, mentre alle pareti c'e' la Visione e miracolo di Santa Caterina S. Tagliafichi (1822). Stucchi e decorazioni sono di G. Picco, mentre l'organo e' della ditta Bernasconi di Varese (1885).

Museo

Il Museo dei Beni Culturali Cappuccini di Genova è una struttura moderna sorta sul precedente Museo di Vita Cappuccina voluto da Padre Cassiano nel 1970. Padre Cassiano, infatti, aveva raccolto per dieci anni, durante le proprie visite ai conventi cappuccini del territorio ligure, un ricchissimo patrimonio di “storia”: libri, incunaboli, cinque centine, edizioni rare e pregiate, costituendo così l’archivio storico della provincia dei Frati Cappuccini di Genova. La sua ricerca permise di salvare dipinti, sculture, statuine del presepio, stampe, arredi sacri, vesti, argenti e manufatti di artigianato cappuccino utilizzati nei conventi per le attività dei frati. Questo patrimonio di opere di indiscusso pregio artistico, riordinato e catalogato, permette oggi di far conoscere la cultura materiale dei conventi, dove i frati, in ottemperanza al voto e alla pratica della povertà, usavano materiale povero per realizzare opere di raffinata bellezza, come, per esempio, i paliotti d’altare.

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Dopo un lungo periodo di restauri nel 2006 il Museo inizia una nuova vita: accanto alla ricostruzione di un tipico ambiente cappuccino, voluto da Padre Cassiano, nasce un nuovo spazio espositivo, il Museo dei Beni Culturali Cappuccini, un centro culturale integrato con un allestimento permanente in continua rotazione composto da opere di grandi artisti come Bernardo Strozzi, Giuseppe Palmieri, Domenico Fiasella, Giovanni Battista Castello, accanto ad oggetti di uso quotidiano nei conventi e oggi d’arte povera realizzati dagli stessi frati. L’intento è quello di aiutare a capire meglio l’affascinante vita di un frate cappuccino attraverso mostre temporanee incentrate ora su un argomento ora su un altro, ma sempre con un occhio di riguardo nei confronti delle attività che i frati cappuccini genovesi hanno svolto, e tuttora svolgono, all'interno dei conventi loro affidati.

Bibliografia

Conoscere Genova, Vol. 4. Le Chiese del Centro, Guido Mondani Editore, 1984

Roberto Piu, Giacomo Grasso, La città di Genova : grande regesto delle chiese italiane, Di Baio editore, De Ferrari editore, 1998

AA.VV. Liguria, Touring Club Italiano, Milano, 2005.

Fraternita' Francescana Santa Genova, Chiesa della SS. Annunziata di Portoria, Santa Caterina da Genova.

www.bccgenova.it

Compilazione

Nome compilatore Lisa Zillio

Data gennaio 2010

Nome revisore Gabriele Lo Nostro

Responsabile Maurizia Migliorini

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