Guido Reni, Assunzione (Chiesa del Gesù)

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Indice

Guido Reni, Assunzione

Autore : Guido Reni

Titolo dell'opera: L’Assunzione della Vergine

Data : 1616/1617

Ubicazione: Chiesa dei SS. Andrea e Ambrogio (Chiesa del Gesù)

Dimensioni : cm. 442x287

Tecnica: Olio su tela

Descrizione dell'opera

L’opera che coronò il successo del Reni fu l’Assunzione della Vergine, commissionata dal nobile Durazzo per la chiesa Gesuitica di Sant’Ambrogio a Genova, dove ancora oggi è posizionata all’interno della terza cappella della navata di destra.

Bellori nella sua biografia di Reni ci porta fuori strada sostenendo che il committente sia Stefano Durazzo che all’epoca non era ancora cardinale e aveva solamente vent’anni, dunque non è possibile che sia lui il vero committente, ma piuttosto Agostino Durazzo (come evidenziano Boccardo e Salomon in Guido Reni. Il tormento e l’estasi. I San Sebastiano a confronto)

La data dell’opera può essere dedotta da una citazione che appare in una lettera inviata il 2 luglio 1617 dal conte Andrea Bardazzi al duca di Mantova: “[…] ma non può porsi in viaggio se non fra otto o dieci giorni, perché deve inviare a Genova una sua tavola già pressoché finita.(Braghirolli)” Nessun altra “tavola” a noi nota è stata eseguita per Genova all’epoca. Secondo le testimonianze del Malvasia emerge che Reni ricevette per questa commissione un compenso di mille scudi. Quando il Reni l’ebbe finita la esibì al pubblico in una stanza predisposta in modo da permettergli di ascoltare i commenti della folla, e specialmente degli artisti che venivano a vederla. Venne a visitarla anche Lodovico Carracci, con cui Reni non aveva buoni rapporti, il quale ammise: “questa volta ha superato se stesso” (Malvasia), lo stesso pensiero è espresso anche dal Malvasia. Sia il Domenichino sia il Guercino rimasero a studiarla per ore, il primo per concludere che il Reni aveva raggiunto “la più perfetta maniera, ma più per natura, che per studio, od arte” (Malvasia), e il secondo più semplicemente per constatare che la maniera del Reni era inimitabile.

La pala possiede una larga e ammirevole struttura compositiva, sembra quasi più ampia del consueto, così che gli apostoli possano affollarsi e allo stesso tempo dischiudersi come fiori in un vaso (come sottolineano Boccardo e Salomon in Guido Reni. Il tormento e l’estasi. I San Sebastiano a confronto) . Nell’opera troviamo una certa discontinuità tra terra e cielo, un notevole contrasto tra la turbolenza terrena e la quiete celeste, la Vergine è collocata in una fascia trasversale rispetto al piano della pittura. Possiamo poi riscontrare un buon grado di perfezione nella resa in scala e nell’autorevolezza dei personaggi che sono situati nello spazio con fare sicuro. L’Assunzione da avvio a un periodo morbido e pastoso contrassegnato da un aspetto caratteristico, la coincidenza tra umano e divino in un’unica forma; il disegno e il colore esprimono le caratteristiche della carne e dello spirito riunite insieme (come sottolinea Stephen Pepper in Guido Reni l’Opera Completa). Tutto esprime santità e devozione, gli Apostoli che circondano stupefatti il sepolcro di Maria, la leggerezza e il candore degli angeli che la trasportano al cielo. La figura di Maria è l’espressione del genio che animava il pittore, ed egli stesso riconobbe la bellezza di questa figura tanto che la riprese anche in altre opere, come in quella posseduta dai Marchesi Negrotto (come sottolinea Alizieri Federigo, Guida artistica per la città di Genova).


Fonti

Carlo Cesare Malvasia, Pitture sculture ed architetture delle chiese, luoghi pubblici, palazzi e case della città di Bologna e suoi sobborghi,stamperia del Longhi Bologna 1776.

Carlo Giuseppe Ratti, Storia de' pittori scultori et architetti liguri e de' forestieri che in Genova operarono, 1762 pag190 “[…]Insomma innumerabili sono li studi che egli fece in Genova e quanto vi abbia di bello come l’Assunta del Guido al Gesù, la Lapidazione di San Steffano di Giulio Romano entro la chiesa di questo santo delli Olivetani tutto copiò.[…]”

Federigo Alizieri, Guida artistica per la città di Genova, Gio. Grondona Q. Giuseppe Editore Libraio 1847.

Gio.Pietro Bellori, Le vite de pittori, scultori et architetti moderni, Roma 1672 pag 515 “[…] cardinal Durazzo in quel tempo di Bologna, edificando in Genova sua patria una sontuosa cappella nella chiesa di Santo Ambrogio dè Padri Gesuiti volle darle pregio col medesimo pennello di Guido nel quadro dell’altare[…]”

Raffaele Soprani, Le Vite de' Pittori, Scultori ed Architetti genovesi e de' Forastieri che in Genova operarono, con alcuni ritratti degli stessi, Genova 1674 pag 352 “[…] L’altro disegno [Martirio di Santo Stefano] è preso dalla tavola rappresentante la gloriosissima Vergine Assunta pittura di Guido Reni che sta locata nella splendida chiesa di S. Ambrogio o sia la chiesa del Gesù.[…]”

Willelmo Braghirolli, Lettere inedite di artisti del XV cavate dall’archivio Gonzaga, 1878.


Bibliografia

Baccheschi Edi- Garboli Cesare, L’opera completa di Guido Reni, Rizzoli Editore Milano 1971.

Boccardo P, Salomon X.F., Guido Reni il tormento e l’estasi, I San Sebastiano a confronto, Silvana Editoriale Milano 2007.

Pepper Stephen, Guido Reni L’opera completa, Istituto Geografico De Agostini Novara 1988.


Compilatore

Nome compilatore Serena Ademio

Data 15/11/2010

Nome revisore Antonie Rita Wiedemann

Responsabile Maurizia Migliorini

Immagini

Immagine:Vista_altare_Assunzione.jpg Immagine:Vista assunzione della Vergine del G. Reni.jpg


Immagine:2_Particolare_Assunzione_della_Vergine.jpeg Immagine:Particolare_S._Pietro.JPG Immagine:San_Pietro_e_gli_Apostoli.jpg

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