Botanici tedeschi

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Ficus Magnolia e glicini ultracentenari, per citare due specie predominanti in loco, hanno retto, se non in qualche caso dominato, il predominio umano preannunciando un equilibrio ambientale che si trova su gran parte del territorio Bordigotto.
Motivo per il quale, per parlare di questo paese-giardino, non può mancare un riferimento,seppur esiguo ,all’operato di alcuni botanici tedeschi illustri che hanno contribuito allo sviluppo turistico e specialmente all’introduzione della floricoltura a Bordighera.

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il maestoso Ficus Magnolia dinnanzi al museo Bicknell (foto di Gabriele Fiannacca)

''Ludwing Winter
Il botanico tedesco Ludwing Winter ( 1846/1912) fu assunto nel 1869 dal lord inglese Sir Thomas Hambury per la realizzazione dell’eccezionale giardinodi acclimatazione della Mortola a Ventimiglia. Dopo aver assolto tale incarico, nel 1874 si trasferì a Bordighera dove rimase incantato dai ricchissimi palmeti. Realizzo i parchi dell’Hotel Belvedere , di villa Etilinda e quello di villa Oertensia ,rinomato per le pregevoli varietà botaniche.
Winter viene ricordato soprattutto per la creazionedel giardino della Madonna della Ruota e per quello delle Lonasse presso il vallone del Sasso.Quest’ultimo dichiarato monumento nazionale nel 1933, era conosciuto con l’appellativo di Scheffelpalmen, in quanto il letterato tedesco Scheffel aveva composto una poesia sul gruppo di palme presenti nel parco.
Winter introdusse nuove specie di palme , differenti varietà di mimose, piante grasse tropicali, ficus e splendide rose.
De Amicis , riferendosi a Winter ( che stimava moltissimo, specialmente per la passione botanica), scriveva:

“A poco a poco l’amor della palma s’è convertito in lui in una passione d’artista , quasi in un’adorazione di divoto. Per nessun altri al mondo credo che la palma abbia mai rappresentato , significato, detto tante cose come per lui. Egli ne parla come d’una creatura vivente. Non coltiva palme per il culto romano , perché non gli regge il cuore di veder fasciata, oppressa , torturata quella nobile pianta.”

Nella zona Braie si espandeva da via Aurelia fino a via Romana il vivaio di Winter,grandioso centro di produzione ed esportazione di piante ornamentali, in particolare di palme. Winter aprì inoltre un negozio floreale vicino alla chiesa di Terrasanta in via Vittorio Emanuele. Nel terreno dietro alla bottega (oggi occupato dai locali del cinema Olimpia ) installò un’esposizione stabile dei più svariati esemplari botanici. Egli introdusse ingegnosamente la lavorazione delle foglie e dei rami di palma per produrre vari oggetti: canestri ,tappeti,piatti,vassoi, portalumi , portagiornali…ecc. Molti di questi articoli vennero presentati all’Esposizione Orticola tenuta a Gand nel 1891ed ottennero, nel loro settore, il primo premio. Il botanico tedesco introdusse l’attività floricola nel comprensorio, incoraggiando così un nuovo genere di occupazione e un’attività che sarebbe diventata la seconda per importanza , dopo il turismo.
Secondo Winter ,però, la floricoltura non doveva innescare un’indiscriminata devastazione del paesaggio. In un manifesto datato 29 Novembre 1885 preparato in occasione della prima Fiera del Fiore della città di Bordighera , Winter così avvertiva:

“ Non abbiamo che da lavorare le nostre terre assiduamente e con intelligenza per renderci indipendenti dalla venuta dei forestieri,sovente fallace. […] Coltivando bene le nostre campagne il forestiero verrà più volentieri da noi ad ospitarsi. Non occorrono per ciò costosi boulevards che non fanno altro che guastare il carattere bello della campagna. Rendiamo piuttosto le campagne accessibili per i trasporti agricoli con strade di larghezza sufficiente ed in linee che si adattino alla topografia dei luoghi,conservando così quel carattere campestre ed incantevole. Battendo questa via Bordighera verrà il più bel paese del mondo. Non mancheranno mai gli artisti ad illustrarla e spargere dovunque la sua fama.”

Nel 1902, il segretario della regina Margherita di Savoia mandò una lettera a Winter da Roma , in cui si trova scritto:

“ La riviera in genere e Bordighera in particolare hanno lasciato in sua Maestà la Regina Madre il ricordo più gradito e vivo il desiderio di ritornare. Bordighera poi delle sue particolari bellezze, dell’industria e del commercio che l’arricchisce e del nome che si è procurata all’Estero deve particolare riconoscenza a Lei , vero benemerito di quella Regione.”

Per garantire a Winter , l’amministrazione comunale di Bordighera fece scopriere nel 1954 un busto , opera dello scultore bordigotto Vigilo Audacia. Personaggio illustre fu anche il figlio di Winter, l’ingegnere architetto Rudolph, il quale abbellì Bordighera di splendide ville (Forbes, Conte di Cottone,Irene ecc.), dei giardini della passeggiata a mare ed altre opere.

Altri Botanici tedeschi: Neuhoff e Diem
Botanici appassionati che operarono a Bordighera furono anche Stefano Neuhoff e Roberto Diem. Il primo, facendo tesoro dell’esperienza di Winter, migliorò ed incrementò la coltivazione di mimose. Diem , invece, introdusse l’ Asparagus Plumosus . Sue coltivazioni si trovano nella vallata di Nervia ai piani di Camporosso e soprattutto presso il vallane del Sasso , dove venivano praticate sotto i palmizi che egli non eliminò per mantenere inalterato il panorama. Diem coltivò un’area vasta 135.000 mq , tanto da venire soprannominato “re dell’Asparagus”. Egli però non si limitò alla coltura del solo Asparagus : nel 1925 iniziò la coltivazione della gerbera e successivamente della strelitzia.


                                                                Gabriele Fiannacca

Edoardo Strasburger
<I giardinii di Bordighera erano in piena fioritura; le aiuole sembravano cesti di fiori. I cespigli di pelargoni [gerani] erano cosparsi di fiori rosso-cinabro. L'eliotropio peruviano detto comunemente vaniglia s'arrampicava sui muri delle case e riempiva l'aria di un buon odore di vaniglia. Adesso si mescolava il profumo esalato dai garofani, della rèsede, dalle rose tea gialle. Le foglie di piante sempreverdi splendevano inondate di luce, come se fossero di metallo e gettavano sulla via ombre nettemente circoscritte, in bleu scuro.
Quattro valli sboccano nel breve tratto di costa fra Capo S.Ampeglio e Ventimiglia. Per questa ragione Bordighera occupa una posizione privilegiata come punto di partenza per le gite e vi si prolunga volentieri il proprio soggiorno.
L'aria di Bordighera è molto stimolante e la luce del sole particolarmente forte. I venti che raggiungono Bordighera passano al di sopra del mare e sono perciò meno freddi e più asciutti che altrove, sulla costa. La strada romana che al di sopra della costa segue quella antica, è ben difesa contro il vento.[...]Bordighera viene sempre ricordata per il verde ornamentale delle palme che le conferiscono uno speciale incanto poichè in nessun altro posto della Riviera le palme crescono altrettanto bene e vi si trovano in così gran numero. Esse diffondono uno splendore fiabesco sul luogo e lo avvolgono in un fulgore orientale. Ad est del Capo S. Ampeglio formano veri e propri boschi. Fra i muri di giardini pieni di palme attraversando le vie sulle quali glii esili tronchi piegano le loro corone, il turista si sente come trasportato in un altro mondo e dimentica talvolta che fra la Riviera ed il paese delle oasi si stende ancora l'intera larghezza del Mediterraneo>
Un botanico racconta (1899)

                                    Barbara Bonavia

I contributi di cui sopra sono stati presi da Gisella Merello, L'immagine turistica di Bordighera attraverso le cartoline illustrate e la letteratura.

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