Giovanni Ruffini

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Giovanni Ruffini (Genova, 20 settembre 1807 - Taggia, IM, 3 novembre 1881)


Cenni Biografici


Giovanni Ruffini nacque a Genova il 20 settembre del 1807, due anni dopo il fratello Jacopo; l'altro fratello Agostino partecipò con Giovanni e Jacopo alle lotte risorgimentali, al contrario del primogenito Ottavio. Dopo l'infanzia trascorsa a Taggia, Giovanni si laureò a Genova in Giurisprudenza. Negli anni universitari iniziò l'amicizia con Giuseppe Mazzini; Giovanni e Jacopo furono fra i membri più attivi del gruppo ligure della Giovane Italia. Jacopo fu catturato e si uccise in prigione, Giovanni e Agostino riuscirono a fuggire in Francia. Giovanni fu esule con Mazzini e visse in esilio in Francia, Svizzera e Inghilterra dal 1833 al 1848, quando, amnistiato da Carlo Alberto, tornò a Taggia, il paese della famiglia materna, e fu eletto al parlamento Subalpino, dal quale però quasi subito si dimise, per trasferirsi a Parigi, come esule volontario. Qui si dedicò allo studio della lingua inglese e alla letteratura; aiutato dalle scrittrici inglesi Cornelia Turner e Henrietta Jenkin pubblicò, nel 1853, il suo primo romanzo, in lingua inglese, Lorenzo Benoni, or passages in the life of an Italian, che ebbe successo immediato. Pubblicò poi nel 1855 il Doctor Antonio, seguito da Lavinia del 1860 e Vincenzo del 1867. Oltre al libretto del Don Pasquale, che aveva scritto per Donizetti nel 1842, scrisse anche il racconto Ritorno a Sanremo del 1865 e il volume di novelle Carlino e altre storie del 1872. Soltanto nel 1875, ad unificazione avvenuta, lo scrittore ritorna in patria e passa gli ultimi anni nella quiete provinciale di Taggia, dove muore il 3 novembre 1881.

                                       Mattia Anselmi

Il dottor Antonio


Il dottor Antonio doveva essere il seguito del primo romanzo scritto da Giovanni Ruffini, Lorenzo Benoni, un testo autobiografico che raccontava le vicende politiche vissute da Ruffini negli anni giovanili prima del distacco da Mazzini e fino all'inizio del suo esilio, pubblicato nel 1853, ristampato in Inghilterra otto volte, tradotto in italiano e in francese.
Per questi motivi l'editore Constable chiese a Ruffini di scrivere la continuazione di quel romanzo, ma l'autore accolse solo in parte la richiesta del suo editore, infatti ne Il dottor Antonio raccontava sì la storia di un patriota, ma, anche se non mancavano i diretti richiami personali, come le descrizioni di Taggia (cap. XIII) e un breve ritratto della madre Eleonora (cap. X), la narrazione non seguiva la traccia autobiografica; infatti Ruffini sviluppava una vicenda creata dalla sua fantasia, nella quale il protagonista, medico siciliano rifugiatosi a Bordighera, curava la giovane inglese Lucy, rimasta vittima proprio presso Bordighera di un incidente avvenuto mentre tornava da Roma verso l'Inghilterra, in compagnia del padre, Sir John Davenne, sulla sua carrozza. Il medico fatalmente si innamorava di Lucy, che però con il padre tornava in patria, dove sposava un giovane impostole dal prepotente fratello Aubrey; rimasta presto vedova, nel 1848, la donna tornava a Bordighera in cerca di Antonio il quale però, per la sua attività cospirativa, si trovava a Napoli. Lucy riusciva a ritrovarlo ma egli veniva arrestato e condannato a scontare una pesante pena nel carcere di Ischia, dal quale Lucy cercava inutilmente di farlo evadere; piegata dagli eventi, la giovane donna moriva. Antonio rimaneva in carcere e Ruffini mandava un ultimo messaggio patriottico con la frase che chiude il romazo: “Il dottor Antonio soffre, prega e spera ancora per la sua patria.”

Sebbene Il dottor Antonio risultasse opera dalla struttura più complessa e articolata del precedente romanzo, la critica inglese, forse delusa perchè Doctor Antonio non era l'attesa continuazione del Lorenzo Benoni o forse indispettita per l'iniziale ritratto negativo di un nobile inglese, preferì ignorare il nuovo romanzo di Ruffini e l'unica volta che ne scrisse sentenziò: “Questo romanzo non sarà popolare affatto.”
Infatti in Inghilterra inizialmente Doctor Antonio non fu popolare, ma lo divenne dal 1860 in poi; infatti fu ristampato otto volte in inglese, con pubblicazioni anche negli Stati Uniti, dal 1864 e una, nel 1861, nelle famose edizioni tascabili Tauchniz, poi ancora a Londra nel 1874 e nel 1890 e presso l'editore milanese Treves, nel 1918, in una collezione di autori inglesi e americani destinata a lettori di lingua inglese in Italia.

Il romanzo, già tradotto in francese nel 1855, ebbe un buon successo sul finire dell'800 tra i lettori europei, ma la sua maggiore e più duratura fortuna fu in Italia, dove si giunse spesso a considerarlo secondo solo ai Promessi sposi; in Italia si ebbero pregevoli edizioni illustrate, come quella pubblicata a Milano da Sonzogno nel 1892 con dodici disegni di Gino de Bini e quella del 1893 pubblicata a Milano presso Paolo Carrara con ben cinquantasei illustrazioni originali. Inoltre fu tratto proprio da Il dottor Antonio uno dei primi sceneggiati televisivi prodotti in Italia nel 1954, dopo che, già nel 1937, ne era stato tratto un film diretto dal regista Enrico Guazzoni.

L'interesse suscitato da Il dottor Antonio, sia tra i lettori europei, e soprattutto italiani, e tra i lettori inglesi, può essere dovuto a diversi motivi, dalle idealizzate e liriche descrizioni di paesaggio, alla forte partecipazione dell'autore alle vicende sociali e politiche dell'Italia, e in particolare della Liguria, nel periodo risorgimentale.
Per un lettore inglese l'interesse poteva essere suscitato dalla rappresentazione di una terra esteticamente, igienicamente e umanamente appetibile per turisti che cercavano nuovi angoli per la villeggiatura; per questi motivi il romanzo può essere collegato ad una ricca galleria di celebri libri di viaggio di scrittori stranieri, tra i quali per la regione ligure si poteva risalire ai Travels through France and Italy (1766) di Tobias George Smollet e al famoso Sentimental Journey through France and Italy (1768) di Laurence Sterne, fino ai più recenti e raffinati Voyages en Italie (1828) di Henri Stendhal e Italienische Reise (1828) di Goethe.
Giovanni Ruffini era però più interessato a suscitare l'interesse degli stranieri, soprattutto inglesi, verso la popolazione ligure, dipinta come onesta e operosa, e verso le reali condizioni politiche italiane, allo scopo di suscitare solidarietà, aspetto che colloca Il dottor Antonio all'interno del romanzo sociale ottocentesco.
Tra i motivi di interesse per i lettori ci sono poi la storia d'amore discreta tra il dottor Antonio e l'inglesina Lucy, candida e fragile e l'appassionata descrizione di luoghi cari all'autore, che collocano il romanzo a pieno titolo nel filone romantico ottocentesco.
Insomma, Il dottor Antonio, se non ha fatto scoprire da solo Sanremo e Bordighera ai turisti inglesi, li ha sollecitati e accompagnati verso il turismo diretto al Ponente Ligure, ma non solo: il testo rientra a pieno titolo nel solco della tradizione più solida del romanzo ottocentesco, dominato dalle forti passioni sentimentali e patriottiche. Ancora oggi Doctor Antonio può essere letto con interesse e partecipazione e, secondo il critico Attilio Momigliano, come “una stampa antica, simbolo di un'età tramontata”.

                                       Mattia Anselmi

Bibliografia

Enzo Bernardini e Giuseppe Bessone - Bordighera ieri - Città di Bordighera, 1996 pp. 137 - 149

Giovanni Ruffini - Il dottor Antonio - De Ferrari Editore, Genova, 2000, con la prefazione “Doctor Antonio” di Giovanni Ruffini. Tra successo ed oblio di Francesco De Nicola pp. 9 - 17


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