Resoconti di viaggio e descrizioni letterarie

Da FoscaWiki.

Millin A.L.
A Nizza si trovano delle palme ma è soprattutto nelle vicinanze di Mentone a Bordighera che si sono moltiplicate. Questa piccola contrada [...] ha l'aria di una nuova Gerico.
Voyage en Savoie, en Piemont, à Nice et à Gènes (1816)
Giacomo Navone
Pervenni a Bordighera. La terra circondataa da un muro, con 1300 abitanti, giace in piccola eminenza, mentre la strada corriera, passa più sotto la riva del mare. Le colline all'intorno coperte di palmizi olivi ed alberi fruttiferi, presentano un colpo d'occhio piacevole, sulla piazza del borgo sgorga una bella fontanadi chiar'acqua perenne, che basta al consumo della popolazione. si conserva nella parrocchia una statua in marmo di santa Maria Maddalena di Filippo Parodi. Il suo territorio fa pompa d'altissimi oliveti, ricava olio fino, buoni aranci, uve e ramoscelli di palma, de' quali fa buon traffico. Il mare è proficuo d'acciughe, che saltano in barigliotti. In queste vicinanze, si mostra una chiesuola, ove è opinione che sant'Ampeglio, passasse molti anni in penitente solitudine. La via da Bordighera al torrente Norcia, non è l'antica, ma formata da' Francesi larga e rettilinea presso il lido, della quale però ne restano alquanti tratti, che fa d'uopo percorrere sopra molle arena penosa.
Passeggiata per la Liguria Occidentale (1831)
Rodolphe Topffer
Topffer, maestro di Ginevra conosciuto per essere stato un instancabile camminatore, girovagò con i suoi studenti per le Alpi, percorse la strada della Cornice e descrisse una spettacolare alba ammirata a Bordighera.
< A poco a poco dei barlumi incominciano a fremere sulle increspature delle onde, l'aurora rischiara lentamente il cielo e, dietro l'orizzonte scuro del mare, uno straordinario arrossamento si diffonde prima ancora che il sole riemerga dalle acque.
Tutto ad un tratto una piccola parte del scintillante sole si affaccia sul mare e tutto si colora, tutto si imporpora, tutto risplende vivamente e gli uccelli incominciano il loro canto.
già commossi dalla solenne magnificenza di questo spettacolo, con piacevole sorpresa, ci vediamo attorniati da palme ondeggiano i loro capi verso le scarpate delle colline, sembra di essere trasportati in un altro mondo.>
Nouveaux voyages en zigzag (1864)
A.Bertolotto e S. Pessano
I due autori descrivono un viaggio ferroviario; ad ogni stazione si soffermano ad analizzare la località di fermata.
<Forse nessuna fra le tante stazioni della Liguria occidentale, si presenta all'occhio del viaggiatore sotto un aspetto seducente. Un ridente paese con un alto campanile che torreggia nel suo mezzo, ed una foresta di palme che la cingono tutt'intorno innalzando nell'azzurro suo cielo le chiomate foglie, tale si è l'aspetto che presenta Bordighera, trasportando la fantasia del viaggiatore nelle più amene contrade d'Oriente [...]>
Bertolotto e Pessano si trattengono su un aspetto inconsueto, trascurato da altri autori: l'eccellente situazione scolastica della popolazione.
<L'istruzione in Bordighera ha uno sviluppo che è molto superiore al piccolo numero degli abitanti. Infattisopra una popolazione che non raggiunge neppure la cifra di due mila, noi la vediamo provveduta di quattro classi elementari per i maschi, una per le femmine, ed una mista, Vi è altresì un asilo infantile, e nella stagione invernale una scuola serale maschile per adulti, e domenicale femminile per le giovinette.>
Da Savona a Ventimiglia (1871)
B.E.Maineri
<Una visita fugace a Bordighera. Guardate che vista incantevole. E' un territorio ricco, esuberante, la cui bellezzaricorda i più caldi climi d'Oriente. Com'è calmo il mare! che soavità di sensazioni da qui a punta di Capo Nero: non si può negare che questa non sia una delle passeggiate più pittoresche della nostra Liguria>
Liguria occidentale (1894)
Linda White Villari
L'autrice inglese, moglie dello storico meridionalista Pasquale Villari, fu molto legata all'Italia. Scrisse due libri di viaggio, tra cui Here and there in Italy and over the Border, dal cui estratto tradotto dalla Pazielli si riportano alcuni stralci.
<Dopo la prima curva della costa si stende l'incantevole Bordighera, col suo capo imponente proteso sul mare e la corona di antiche mura che si levano tra i folti festoni di rose e boschi di palme e olivi. il progresso moderno non ha ancora distrutto l'antico fascino di Bordighera.
Appena si esce dalla stazione, ci si trova in un poetico scenario d'oriente, con figure medioeval. Palme e aranci si incrociano suo tuo capo, mentre sali lentamente verso l'albergo posato sulla roccia alla porta del paese; e gli olivi argentei stendono la loro massa soffice e luccicante ai due lati della strada carrozzabile, attraversata da una rapida scalinata di pietra che offre così uno sfondo straordinariamente pittorico alle capre pascolanti e alle ragazze con la brocca in testa.[...]Vecchi marinai dal volto abbronzato e rugoso, con berretti pelosi e strani accovacciati lungo le mura del paese a guardare i giovani che giocano con foga il pallone. Stretti archivolti qua e là affondano la prospettiva su portici bui e scalinate precipitose.
E' un insieme che incanta, e l'incanto cresce quando scopriamo che la camera dell'albergo si apre sulla visione gloriosa del mare e delle rive, con un ciuffo do gigli e di rose sotto una finestra, e un folto di palme sotto l'altra.
Nel mondo, in generale, Bordighera è rinomata soprattutto per il suo clima, per il paesaggio e per la vegetazione quasi tropicale; ma per chi scrive queste pagine, dopo un lungo esilio dalla patria, non ultimo motivo di fascino è stata l'inflenza, che qui tutto pervade, della vitalità britannica.[...]
Il quartiere nuovo, abitato specialmente dalla colonia inglese, fra gli ulivi e gli aranci della via Romana, è una interpretazione esuberante e idealizzata del consueto lindo e piacevole confort delle solide dimore inglesi. Anche la vivace strada commerciale vicino al mare porta una certa impronta inglese nella sua fisinomia italiana moderna. Vi troviamo un banchiere inglese, un panettiere inglese, e una biblioteca cicolante e un negozio di generi diversi tenuto dalla graziosa moglie inglese di un bruno italiano.>
Soggiorno a Bordighera (1893)

                                                           Barbara Bonavia


Joseph Viktor Scheffel (1826/1886)

Vicino a morte (1856)

Come i turisti anglosassoni furono attratti da Ruffini, così quelli tedeschi vennero richiamati dalla diffusione di un’ode del poeta tedesco Viktor Scheffel.
Nel breve componimento si trovano pittoricamente descritte le famose dodici palme del giardino sito a Madonna della Ruota che, riprodotte successivamente in numerose cartoline illustrate , contribuirono a diffondere in tutta Europa un’immagine particolarmente esotica di Bordighera.
Sheffel sostò a Bordighera nel 1956, dove un malessere e la vista dei palmizi gli ispirarono i celebri versi che inserì nella raccolta di canzoni e ballate Gaudeamus.


“dodici palme alzavansi alla sponda
del mar da torno a un vecchio pozzo. Andava
stridulo il carro nella sabbia fonda,
il sole in lontananza si abbassava,
tutto taceva. Il mare di scarlatto
la sera cominciava a colorire,
quando la Morte apparvemi, d’un tratto:
così che mi credetti di morire.
I palpiti del cuor s’eran fermati,
s’era fermato il sangue. Gia svenivo.
Alle refrigeranti ombre, turbati ,
gli amici mi traevano mal vivo.
Placido dissi allor :”Ch’io sia lasciato
Qui! Né più mi parlare di partenza.
Nessun in patria di me si è curato:
possono anche del cenere far senza.
Qui mi splende l’antico oro e l’azzurro
che il giovanil dolore mi addolciva.
A me dal mare di sogno il sussurro
Come il saluto di Sorrento arriva.
Qui mi vegliano vecchie amiche buone
Le palme in guardia al letto del dolore:
mormoran chiaro sotto il padiglione
come salmi a confronto di chi muore.
Qui la beltà ho trovato e , da ogni stolta
Gente lontano, al gioia e l’amore:
di qui volentier l’anima si volta
a Chi della bellezza è il creatore”.
Ma dalla via la morte udii gridare:
“ Calmati! Ché non c’è nessuna fretta.
Tu della vita pur sempre nel mare
di guizzar qualche tempo ancora aspetta.
Hai buon gusto: di palme all’ombra fresca,
una tomba, sul mare, in queste parti!
Ma prima, o amico, su terra tedesca
devi in mummia, vivente ancor, mutarti”.

Anonimo Ligure
Viaggio da Genova a Nizza(1865)

"Il Promontorio ch’entro acqua s’avanza lungo il mare, è pescoso di corallo, ed alcuni industriali Bordighesi col danaro che ricavano da modesta pesca recano sollievo alle loro famiglie […]
A tergo della baia giganteggia Montenero. In cima è arido e tristo, ed alle falde è coperto di fitti abeti; dal cupo colore del suolo ricevette il nome.
È opinione e ben radicata che nei più remoti tempi sotto quegli scaglioni inferrigni ardesse , nelle ime tenebre d’una bolgia profonda , un fuoco incessante, travagliandone le viscere, ed in quella agitazione ne sprigionasse elementi, i quali rapiti dalle acque trascorrenti per le interne vene delle rupi accolte né cupi ricettacoli, sfogassero per tortuosi meati e sporgessero nel mare. Una fontana infatti di queste acque solforose trovasi ancora a piè di questo monte , e scaturisce in ristretto terreno. […]
Il luogo è piantato d’alquante palme e limoni, donde si può congetturare che le sotterranee ignivome materie non siano ancora estinte , ed in conseguenza probabile è l’opinione del popolo basata sui segni tutt’ora esistenti del quasi estinto cratere.[…]
La strada nazionale solca la riva del mare fiancheggiata da case di negozianti opulenti , ed altri edifizi signorili con qualche giardino di lusso ed un leggendario albergo.
Le colline all’intorno sono coperte d’ulivi, palmizi e aranci, e le stese arene del mare, dovunque le acque lentamente si ritirano, sono trasformate in orti feraci.
Ciascun di questi orti è provveduto d’un pozzo, dal quale con una specie d’altalena L’ortolano trae l’acqua e la distribuisce alle piante. L’indefesso lavoro e l’abbondante concime , e l’ubertosità del terreno, e l a squisitezza dei prodotti primaticci premiano le cure della diligente coltivazione.
Il viaggiatore che per la prima volta vede questo territorio imboschito di palme si crede trasportato nell’Africa al verdeggiante e piramidale aspetto di questa pianta si rara in Europa."




Abel Rendu
Menton e Monaco (1867)

"Ancora qualche passo e incontrerete l’Africa, senza le due calamità temute, lo scirocco e gli arabi.
Dei magnifici palmizi, con le loro chiome pendenti[…] sollecitano da lontano il vostro arrivo nei bei giardini del console di Francia, signor Moreno[…]
Bordighera non possiede né antichità né monumenti; ma lo sbalorditivo panorama che scorge all’estremità del Capo è forse il più belle che possa offrire la riviera di Genova."


John Richard Green (1837/1883)
Lettere

a E.A. Freeman 20 marzo 1871

"Bordighera, luogo che si contrappone a Sanremo per le sue caratteristiche , si gode un ampio panorama panorama lungo la costa , baia dopo baia, promontorio dopo promontorio, fino al tramonto si vedono le pallide e spettrali ombre dell’Esterel sopra Cannes[…]Il grande vanto di Bordighera consiste nelle palme ;esiste un ampio giardino dove ve ne sono a centinaia e sembrano tossire quando il vento scuote le loro fronde."

                                                             Gabriele Fiannacca

I contributi di cui sopra sono stati presi da Gisella Merello, L'immagine turistica di Bordighera attraverso le cartoline illistrate e la letteratura, pagg.125-137

Nei suoi "Sketches", pubblicati a Londra nel 1837, Mary Boddington si dice entusiasta delle palme di Bordighera ed osserva come solo in questa città esse perdano le loro caratteristiche naturali e divengano alberi "socievoli",che crescono in grande numero, sorprendendo l'osservatore: "...Palms, again, and in such numbers that they lose their desert air and grow sociable, which does not at all become them".

Nel suo "Hand Book", scritto nel 1860, anche il Murray , così come aveva fatto anni prima la Boddington, si dice straordinariamente colpito dall'alone magico che le palme donano alla splendida Bordighera, conferendole un "oriental aspect" che il viaggiatore non potrà mai dimenticare. .

Anni dopo il Murray, nel suo "Hand book" del 1897 il Palgrave sottolinea come il simbolo stesso di Bordighera sia la palma, ma non tralascia, comunque, di fare interessanti osservazioni sull'olivo e sulla sua corretta coltivazione. L'Autore nota come in tutta la zona del Ponente l'olivo sia trattato e pulito con molta cura da mani esperte ed amorevoli.

   Barbara Bonavia ed Enrica Penco.
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